Habanero, la famiglia italiana dei Red Hot Chili Peppers

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Habanero, la famiglia italiana dei Red Hot Chili Peppers

Quattro persone, un annuncio pubblicato su un sito per la ricerca di musicisti, e la voglia di tornare a suonare dopo anni di allontanamento forzato dalla musica suonata. Da qui nascono gli Habanero.

Non si conoscevano tutti prima. Ma fin dalla prima volta che hanno messo piede in sala prove si percepiva nell’aria una leggerezza che tutti loro avevano quasi dimenticato. È stata la musica, e soprattutto i Red Hot Chili Peppers, a creare il legame che ancora oggi li tiene uniti. Loro lo chiamano semplicemente famiglia Habanero. Con il tempo si sono aggiunte altre due persone, fino alla formazione che oggi porta avanti questo percorso musicale e umano.

Basso e chitarra, negli Habanero, sono anche una questione di famiglia: a suonarli sono due fratelli. E la famiglia si allarga ancora: si sta aggiungendo un terzo fratello, alla seconda chitarra e alle tastiere, che raggiunge il resto della band sui vari set arrivando direttamente da Avellino, solo per amore della musica e della performance. Un po’ come quando gli stessi Red Hot Chili Peppers decisero di arricchire la formazione live con Josh Klinghoffer in più, prima che diventasse membro a tutti gli effetti.


Perché i Red Hot Chili Peppers

Per gli Habanero non si tratta solo di una band da tributare: è la miglior band di sempre. Quello che li rende unici, raccontano, è la capacità di spaziare tra generi musicali diversissimi senza mai perdere un’identità immediatamente riconoscibile.

“L’energia che trasmettono dal vivo, le armonie, il funk e la loro capacità di emozionare ci portano ogni volta su un altro pianeta.”

È questa, per gli Habanero, l’unicità dei Red Hot Chili Peppers. Lo stesso effetto, dicono, si ripete sia quando li ascoltano sia quando li suonano loro stessi.

Se devono scegliere un disco tra tutti, è Californication. Per i Red Hot Chili Peppers è l’album della rinascita e della consacrazione; per gli Habanero è qualcosa che va oltre il semplice ascolto.

“Grazie alla loro musica abbiamo ritrovato qualcosa che pensavamo di aver perso.”

Raccontano così, e forse è proprio per questo che quel disco ha un significato speciale per loro.


Senza maschera

Tolte chitarre e palco, gli Habanero fanno lavori che non potrebbero essere più diversi tra loro: c’è chi lavora nel settore pubblico, chi ha un’azienda di infissi e serrande, chi è magazziniere, chi cameriere. Vite quotidiane diverse, che però hanno qualcosa in comune: sono tutti lavori a stretto contatto con il pubblico.

“Facciamo lavori che favoriscono il nostro essere espansivi, dato che siamo costantemente a contatto con il pubblico.”

Spiegano così gli Habanero. Forse è anche per questo che le grandi folle non li spaventano, e che sul palco riescono a sentirsi sempre a proprio agio.

Intorno a loro, il progetto Habanero non è un segreto: famiglia, colleghi e amici conoscono la band e la seguono ovunque.

Sentire il loro sostegno è una spinta importante che ci aiuta a dare sempre il meglio.

Un tifo che li accompagna fuori e dentro il palco. Perché quando si sale sul palco, la vita di tutti i giorni resta fuori.

“Ci siamo noi, i nostri strumenti e la musica dei Red Hot Chili Peppers. In quel momento tutto il resto passa in secondo piano.”

Ed è proprio quell’energia, quella connessione che si crea tra band e pubblico, a essere ciò che agli Habanero manca di più quando tornano alla routine quotidiana.

Ci manca l’energia del palco, il momento in cui ci ritroviamo tutti insieme e si crea quella connessione speciale tra noi e il pubblico. È quella la parte che ci dà più carica e che aspettiamo sempre di più.


La scena secondo gli Habanero

Per gli Habanero, la scena tribute italiana è viva, piena di musicisti preparati e appassionati. Quello che funziona, raccontano, è la voglia di portare musica dal vivo in tanti locali diversi e di tenere viva la passione per grandi artisti e grandi band. Quello che vorrebbero vedere di più è collaborazione: più squadra tra band, locali e organizzatori, perché è lì che si creano le opportunità migliori per tutti.

Sulle altre tribute band italiane non fanno solo un discorso generale: tra quelle che seguono con piacere citano gli Outshined. Quello che conta davvero per gli Habanero, però, non è solo la bravura tecnica, ma la capacità di trasmettere emozioni e coinvolgere il pubblico.

“Quando vediamo una band che sale sul palco con passione e autenticità, per noi merita sempre rispetto.”

Il consiglio che darebbero a chi vuole formare una tribute band oggi è semplice quanto diretto: fare le cose divertendosi. Tutto il resto viene da sé.


Una famiglia più grande

Per gli Habanero, entrare a far parte di Tribute Nation ha un significato che va oltre la visibilità.

“È bello far parte di una community dove ci si può confrontare con altre persone che fanno musica.”

Raccontano così. Circondarsi di chi condivide la stessa passione, aggiungono, è uno stimolo in più per migliorarsi e per confrontarsi con punti di vista diversi dai propri.


Cosa vi aspetta dal vivo

Gli Habanero li trovate live l’11 luglio al Chattanooga Saloon di Pomezia, e il 24 luglio al Let It Beer di Roma, sul palco insieme ai King Jeremy, tribute dei Pearl Jam. E se dovessero scegliere una sola sensazione da lasciare a chi viene ai loro concerti, sarebbe questa: festa, voglia di celebrare la vita.

La cosa che ci fa andare avanti è, prima di tutto, la passione per la musica e per i Red Hot Chili Peppers. Cerchiamo quindi di far divertire e stare bene tutte le persone che vengono ai nostri live.

Come dicono loro stessi:

“Grazie a tutti quelli che ci seguono e vengono ai nostri live. Suonare per voi è la parte più bella di tutto questo, ci vediamo sotto al palco!”

Segui gli Habanero su Instagram e non perderti il prossimo live.

Tribute Nation · Il primo spazio italiano dedicato alle tribute band rock e metal.

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