Outshined, quando il grunge fa tremare anche le telecamere

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Outshined, quando il grunge fa tremare anche le telecamere

Stazione Birra, 2022. Gli Outshined sono appena tornati sul palco dopo due anni di stop forzato per il Covid, e durante l’attacco di “Outshined” succede qualcosa che nessuno di loro ha più dimenticato: il loro ex bassista fa un salto così carico di adrenalina che l’atterraggio genera

“un salto considerevole generando nell’atterraggio una sorta di mini-sisma che ha fatto traballare per un istante una telecamera fissa.”

Il video è ancora sulla loro pagina Instagram, e ogni volta che lo riguardano, raccontano, gli scappa da ridere. Capita, quando un’intera band aspetta due anni per tornare a fare quello che ama: l’energia trova il modo di uscire da qualche parte, anche da un salto di troppo.

Dalle ceneri dei Five Against Grunge

Prima di chiamarsi Outshined, questa band si chiamava Five Against Grunge: un progetto nato nel 2017 dal chitarrista Damiano “Damon” con un’idea ambiziosa, tributare tutto il grunge di Seattle insieme, dai Pearl Jam ai Nirvana, passando per Alice in Chains e Soundgarden.

Nel tempo, quel progetto ha cambiato pelle più volte. Nel 2018 arriva alla voce Claudio Sideri, che sostituisce il primo cantante Giuliano Massaroni. Due anni fa Luca Corradini prende il posto di Diego Zaccagnini alla seconda chitarra. E negli ultimi mesi la sezione ritmica è stata ribaltata quasi del tutto: Vincenzo Stefanini sostituisce lo storico batterista Leonardo Mazzetti, mentre Stefano Russo, già nei Again, prende il posto di Emiliano Merlin, uno dei membri fondatori del progetto. Da tutti questi cambi, nel 2022, nasce qualcosa con un’identità precisa: gli Outshined, dedicati esclusivamente a Soundgarden e Temple of the Dog.

Una voce che pesa quanto Chris Cornell

Scegliere di tributare Chris Cornell non è una decisione che si prende a cuor leggero: significa misurarsi con una delle voci più potenti del rock. Per gli Outshined, la scelta è nata soprattutto da un dato di fatto:

“le capacità vocali di Claudio, dotato di un timbro potente e di grande estensione.”

Quel timbro viene messo alla prova su brani che non lasciano scampo: “Say Hello to Heaven”, “Hunger Strike”, “Room a Thousand Years Wide”, “Spoonman”. E se devono scegliere una fase della discografia Soundgarden da portare sul palco, la risposta arriva senza esitazioni: Superunknown e Badmotorfinger, gli album che per gli Outshined rappresentano

“la fase artisticamente più importante dei Soundgarden.”

Niente scenografia, solo attitudine

C’è chi sul palco costruisce uno show fatto di luci, costumi, coreografie. Gli Outshined puntano su tutt’altro: potenza sonora ed energia, lasciando che sia il sound a fare il lavoro, perché

“il lato visivo e scenico conta poco in un genere come il grunge, dove l’attitudine e l’immediatezza del sound hanno una valenza superiore.”

È una filosofia che si sente più che vedersi, e racconta meglio di mille luci cosa significhi davvero portare in scena il grunge.


Senza maschera

Tolte le distorsioni e il palco, gli Outshined sono un gruppo eterogeneo, ognuno con un mestiere diverso dall’altro. Tra la loro vita quotidiana e l’immagine da rockstar la distanza è enorme:

“direi lontanissimo. Il lavoro ci serve per vivere ma la nostra passione è il rock.”

Intorno a loro, però, nessuno fa finta di niente: gli amici sanno, chi condivide la passione li segue, le famiglie accettano la cosa con naturalezza. I colleghi, ammettono ridendo, “forse curiosano un po’ troppo”. Ma se c’è una cosa su cui gli Outshined non hanno dubbi, al di là di ogni battuta, è che

“andare in giro a suonare è la cosa più bella, credo valga per chiunque ami la musica.”

Rispetto, non competizione

Sulla scena tribute italiana, gli Outshined notano qualcosa che pesa, soprattutto per chi sceglie repertori difficili come il loro:

“poca attenzione verso band che eseguono repertori impegnativi di gruppi considerati storici ovunque, e un po’ meno qui in Italia.”

Eppure, quando si parla di altre tribute italiane, il tono cambia completamente: stima vera per chi hanno incontrato sul palco negli anni, amicizie nate dalla musica più che dalla competizione. Due nomi su tutti, citati senza esitazione: RATS e Again.

Il consiglio che danno a chi vuole partire oggi arriva con un sorriso, ma dice tutto:

“abbiate più tempo di noi per provare. Scherzi a parte, la sala prove è il segreto, e ancor prima scegliete musicisti appassionati al vostro progetto.”

Un’eredità da onorare

Per gli Outshined, un progetto come Tribute Nation arriva al momento giusto, in un periodo in cui suonare rock e alternative è tutto tranne che facile:

“mettere in contatto band che eseguono generi un po’ meno radiofonici o prevedibili, soprattutto in un momento difficile per chi suona rock e metal.”

E se devono riassumere cosa significa tutto questo lavoro attorno ai Soundgarden, la risposta torna dritta a Chris Cornell:

“ci avete fatto ricordare quanto grandi sono stati i Soundgarden dell’immenso Chris Cornell, una delle voci rock più belle della storia.”

Segui i Outshined su Instagram e non perderti il prossimo live.

Tribute Nation · Il primo spazio italiano dedicato alle tribute band rock e metal.

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