Fine dicembre 2023, uno dei locali più noti di Roma. Gli Imaginaerum hanno deciso di portare sul palco l’intero show di End Of An Era, con ospiti, costumi riprodotti in ogni minimo dettaglio, video sui ledwall e uno spettacolo pirotecnico. Ci lavorano da mesi. Dieci giorni prima il locale li chiama: ci sono problemi logistici, vogliono rinviare la data? La band è fiduciosa che tutto si risolverà e decide di andare avanti. Le prenotazioni arrivano, il Natale lo passano in isolamento per non ammalarsi. Poi, la mattina del concerto, squilla il telefono. È Alex, il bassista, che chiama, come raccontano loro, dall’oltretomba: ha la febbre alta e non riesce a stare in piedi. Sostituti non ce ne sono, perché la band è quella e non si cambia.
Due ore, una tastiera, tutte le parti di basso
Parte la chiamata di gruppo d’emergenza. “Che facciamo?”, si chiedono tutti, e a rispondere è Gabriele Catania, il tastierista: “Ci penso io!”. In due ore registra con la sua tastiera tutte le parti di basso, e alle 17 la band è pronta per il soundcheck. Il concerto va in scena così, con il basso synth in sequenza al posto di quello suonato, e la serata è salva. Il ringraziamento della band è in prima fila:
Un concerto sicuramente diverso (con il basso synth in sequenza), senza il nostro bassista preferito, ma almeno la serata era stata salvata! Grazie Gabry!!!
Non è la prima volta che Gabriele arriva al momento giusto.
Un’idea nata a lezione di canto
Tutto comincia con Daniela Donzelli, che prende lezioni di canto lirico ma ha un’anima metallara. È la sua insegnante a istigarla, dopo una prova, e Daniela torna a casa con un’idea precisa: unire le due cose, e farlo con i Nightwish. Ne parla con il suo compagno, Simone Pelosi, il batterista, che all’inizio è titubante e poi decide di partire. Trovare i musicisti è un’impresa, costruire le sequenze orchestrali, i cori e le sonorità dei Nightwish lo è ancora di più, ma dopo prove su prove arriva il primo live, in un locale alle porte di Roma. Non è grandissimo, e fa sold out.
Quella sera il tastierista non c’è ancora. Trovarne uno adatto e preparato è difficilissimo, finché a un concerto di un tributo ai Dream Theater la band resta incantata da un ragazzo di vent’anni con una capacità formidabile. Si chiama Gabriele Catania e accetta la proposta subito.
La formazione si completa a incastro
Per esigenze di lavoro cambia il primo chitarrista, e al suo posto arriva Daniele Raffaelli, già chitarrista dei Disasterpiece, tributo agli Slipknot. Poi tocca al basso: entra Alex Vincis, dei Prowlhunters, tributo agli Iron Maiden dal 1992. I concerti vanno avanti, il pubblico cresce, e dopo varie ospitate si unisce alla band Fabio Minchillo, mitica voce degli stessi Prowlhunters, che prende le parti di Marko Hietala. La formazione, finalmente, è completa: sei musicisti, nati come progetto nel 2020, che oggi si presentano come l’unico tributo ai Nightwish del sud Italia.
Un nome che non prende le parti di nessuna cantante
La band finlandese ha cambiato tre cantanti, e ogni voce ha segnato un’era. Gli Imaginaerum si sono innamorati prima di Floor Jansen, ma anche il periodo di Tarja Turunen, quello dei primi Nightwish, dà loro grandi soddisfazioni. Per non fare torto a nessuna hanno scelto come nome il titolo di un album dell’era Anette Olzon: brani epici, con parti orchestrali e strumentali che emozionano e che, a suonarle, rendono fieri e soddisfatti.
Costumi, video e un mix di Floor e Tarja
Per una tribute, dicono, l’aspetto visivo è importantissimo. Curano l’immagine dei Nightwish in ogni particolare, con outfit che richiamano soprattutto le ere di Tarja e Floor, ma la prima cosa resta la musica: i pezzi devono essere uguali agli originali, di solito nelle versioni live, perché chi viene a sentirli deve avere la sensazione di assistere a un concerto dei Nightwish. Il resto lo fa lo spettacolo:
Cerchiamo di inserire sempre dei video o effetti visivi per completare ed arricchire l’esperienza di chi ci viene a sentire, ed ogni volta proponiamo uno show diverso.
Daniela, quando indossa quegli abiti, entra nel personaggio, e le viene naturale perché somiglia tantissimo a un mix tra Floor e Tarja, ma chi la conosce sa che è sempre lei, e la adora anche per questo. Vale per tutta la band:
Non siamo cloni, ma musicisti con la passione per quello che fanno e tanta voglia di farlo bene.
Videomaker, parrucchieri e agenti immobiliari
Fuori dal palco gli Imaginaerum sono un po’ di tutto: videomaker, parrucchieri, magazzinieri, massaggiatrici, agenti immobiliari, studenti e musicisti. Solo Gabriele si sta costruendo una vita nel settore musicale, e si è appena diplomato al Conservatorio, ma per tutti la vita ormai sono la musica e il palco. Durante e dopo il lavoro ruota tutto intorno ai concerti, tra preparazione, promozione, prove e live, e quando non suonano vanno a sentire gli altri, per ritrovarsi ancora insieme, stavolta sotto il palco.
Colleghi e famiglia sanno di questa doppia vita e li sostengono, e quando possono vengono ad ascoltarli. A far ridere la band sono soprattutto i nuovi colleghi, quando scoprono cosa fanno: una volta sul palco non riconoscono più la persona tranquilla e formale dell’ufficio. Avranno anche un’età, ammettono, tranne Gabriele, ma:
Tutto questo ci rende giovani e ci fa dimenticare (“scordare” per rimanere in tema) tutti i problemi che la vita ci presenta!
Se vuoi suonare live, devi avere una tribute
A Roma, dicono, le tribute dominano i locali:
Se vuoi suonare live, devi avere una tribute.
Sono pochi i posti che propongono musica inedita e, per organizzare qualcosa, serve già un seguito. Di tribute ce ne sono di ogni tipo, e tanti musicisti che si propongono, per questo le band emerse sono, nelle loro parole, il top del top. Una preferita non la indicano: sono quasi tutte molto valide.
A chi vuole formarne una adesso consigliano di impegnarsi e di non sottovalutare la cosa:
Oltre a saper suonare (fondamentale), occorre sempre fare taaanta pubblicità, video, foto, social…
Pochi locali fanno pubblicità alle serate e l’offerta è tanta, quindi restare a galla è difficile, e sui compensi meglio non farsi illusioni. Ma quando una serata riesce e la gente si diverte, la soddisfazione è tanta.
Da Roma a Budapest, e oltre
Da Tribute Nation gli Imaginaerum si aspettano pubblicità e la possibilità di farsi conoscere in tutto il Paese, per portare il progetto in altre regioni e, perché no, fuori dall’Italia, come è già successo suonando a Budapest. Vogliono essere ricordati come bravi musicisti e come un gruppo compatto e unito, che oltre a divertirsi riesce a far divertire chi ascolta:
Il cachet più grande è quella sensazione di aver fatto passare una bella serata, senza pensieri, alla gente! È bellissimo regalare emozioni!
Il prossimo appuntamento in calendario è il 31 gennaio 2027, al Kill Joy di Roma. E il saluto ai fan promette metal sinfonico da far tremare i polsi: